La teoria del “Carpe Diem”

“Carpe Diem”, cogli l’attimo, quante volte sentiamo queste due parole insieme, molte volte dette senza pensarle veramente e senza ascoltarle. Oggi tutti sembrano così impegnati, così indaffarati con i social network o con altro che nessuno si ferma un attimo a prendere un minuto di pausa e a godersi il momento presente, concentrarci in quello che stiamo facendo ora, in questo momento, invece le nostre menti vanno sempre altrove. Con il corpo siamo presenti ma con la mente in realtà siamo sempre così lontani, guardiamo sempre il futuro o il passato, pensiamo sempre a quello che faremo domani, dopodomani o tra un mese, a quello che abbiamo fatto ieri, un anno fa senza mai pensare a quello che stiamo facendo esattamente in questo momento, cosa stiamo facendo ora e soprattutto se ci piace, se ci va bene o lo facciamo solo per abitudine, per andare avanti, per monotonia. Ogni tanto fermiamoci, facciamoci un esame di coscienza e abbiamo il coraggio di chiederci se siamo felici e rispondiamo sinceramente, perché tra tutte le tipologie di bugie quelle peggiori sono quelle dette a noi stessi, quelle che diciamo cercando di convincerci per paura della verità, quelle che facciamo finta che non esistano o che non siano bugie ma solo uno dei tanti modi per nascondere la verità.  Oggi, su questa terra, la maggior parte di noi non vive ma sopravvive. Vivere e sopravvivere possono sembrare due parole così simili che a volte vengono usate come sinonimi ma forse questa è la cosa più sbagliata da pensare. Sopravvivere è fare tutto tanto per fare, giusto per andare avanti, per continuare a vivere in attesa di un futuro migliore, di qualcosa che cambi la nostra esistenza in meglio, se non siamo noi ad agire, a fare qualcosa, come possiamo pretendere che il mondo cambi. Vivere, invece, è metterci passione e cuore nella vita, fare le cose perché le amiamo, non giusto per farle,  ma farle perché ci rendono felici e appagati. Vivere, alla fine, è proprio questo, è cogliere quell’attimo del presente senza pensare alle conseguenze, quelle ci saranno sempre, ma dobbiamo accettarle. Se non cogliamo quell’attimo che si presenta a noi ora, la vita non ha senso, perché vivere con la paura di cosa sarà in futuro non è vivere ma sopravvivere. E non c’è cosa più brutta e triste di trascorrere questa vita sopravvivendo. Se qualche volta ci troviamo davanti ad un bivio e non sappiamo cosa scegliere tra cosa è giusto e cosa vorremmo fare, anche se forse sbagliato, cerchiamo di fare la cosa che ci rende felice anche se è difficile e rischiamo di sbattere la testa contro il muro, ma quella è la cosa che vogliamo, dobbiamo cogliere quell’attimo che ci rende felice a tutti i costi. Alla fine penso che l’espressione “Carpe Diem” ci dica soltanto di fare della propria vita ciò che si desidera, di prenderla con leggerezza, che leggerezza non è superficialità. La vita è un gioco e non sai mai quali carte ti capiteranno alla prossima mano ma dobbiamo imparare ad accettarla così come viene, così ogni giorno acquista il so valore, e ogni tanto fare qualcosa senza averla programmata, perché quell’occasione potrebbe non presentarsi più.

Concludo col consigliarvi di vivere ogni giorno come se fosse l’unico, non l’ultimo, ma l’unico perché non ci sarà una seconda occasione per viverlo.

“Ama con tutte le forze la Vita perché è l’unico regalo che non riceverai due volte”

strtg

 Kiss Kiss ;-*

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